Cosa succede se il quorum in seconda convocazione non viene raggiunto

Se manca il quorum costitutivo, l’assemblea non dovrebbe nemmeno aprirsi. Quando invece manca il quorum deliberativo su una specifica decisione, l’assemblea è valida ma quella singola delibera non lo è. Due situazioni diverse, con conseguenze diverse, ma entrambe serie.
Una delibera approvata senza il rispetto delle maggioranze previste è annullabile. In alcuni casi, quando i vizi sono più gravi, può essere addirittura nulla. Chi ritiene che una decisione sia stata presa in modo irregolare ha la possibilità di impugnarla, ma deve farlo entro i termini previsti dalla legge e con una documentazione precisa alla mano.
Il punto di partenza è sempre il verbale. Se è redatto in modo lacunoso, senza indicare con precisione i presenti, i millesimi e l’esito delle votazioni, ricostruire i numeri diventa complicato. Paradossalmente, un verbale impreciso può rendere più difficile sia contestare una delibera irregolare sia difenderne una legittima.
Non è raro che i problemi emergano quando i lavori sono già stati deliberati e magari anche avviati. In questi casi la contestazione diventa più complessa, ma non impossibile. Prima si interviene, più margine c’è per trovare una soluzione.
Gli errori più frequenti nelle assemblee in seconda convocazione
Nella gestione quotidiana dei condomini, alcuni errori si ripetono con una certa regolarità. Conoscerli in anticipo è il modo più efficace per evitarli.
Confondere il quorum costitutivo con quello deliberativo è l’errore più diffuso. Si verifica che ci siano “abbastanza persone” per aprire la seduta, ma poi si vota senza controllare se i millesimi favorevoli bastano per quella specifica delibera.
Non verificare i millesimi dei presenti è il secondo problema ricorrente. Si conta il numero di condomini in sala senza controllare il peso millesimale di ciascuno. Nei condomini con distribuzione molto squilibrata delle quote, questo può portare a errori clamorosi.
Tenere la seconda convocazione lo stesso giorno della prima è un’irregolarità formale che capita ancora, soprattutto nei condomini piccoli dove si tende a gestire tutto in modo informale. La legge lo vieta esplicitamente.
Non conservare le deleghe o accettarne di informali crea problemi al momento della contestazione. Le deleghe devono essere scritte e riconducibili con certezza al delegante.
Infine, redigere verbali incompleti è forse il problema più sottovalutato. Un verbale che non riporta i millesimi, che non distingue i voti per ogni singolo punto, che non specifica se il quorum era raggiunto: è uno strumento inutile per chiunque debba verificare cosa è successo davvero in quella riunione.
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