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Dove devono essere posizionate le cassette postali in condominio?

21 Mag 2026 | Attualità condominiale

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Le cassette postali condominiali sono uno di quegli argomenti che sembrano banali fino al momento in cui diventano un problema. Il portalettere che non riesce a consegnare, la posta che finisce in giacenza, i litigi su chi deve pagare la sostituzione del casellario. Questioni pratiche, spesso sottovalutate, che invece hanno una disciplina normativa precisa.

Dove devono stare le cassette postali

La regola di base è semplice: le cassette postali devono essere posizionate in modo che il portalettere possa accedere senza ostacoli. La Legge Condominiale sottolinea che non ci debbano essere cancelli da superare, campanelli o aree private da attraversare.

In pratica, la collocazione ideale è al limite della proprietà, affacciata sulla pubblica via o comunque in un punto raggiungibile liberamente dall’esterno. Questo non significa necessariamente che debbano stare sul marciapiede, ma che l’accesso alla posta non debba richiedere nessun tipo di interazione con i residenti.

Per i condomini con cancello elettrico o recinzione, la soluzione più comune è integrare il casellario direttamente nella recinzione, oppure posizionarlo prima del cancello. L’importante è che chi consegna non debba citofonare o aspettare che qualcuno apra.

Esistono delle eccezioni: se c’è un portiere in servizio, oppure se si raggiunge un accordo specifico con l’ufficio postale locale, le cassette possono trovarsi in un atrio interno o in un altro punto concordato. Ma si tratta appunto di eccezioni, non della regola.

Il casellario condominiale

A trattare l’argomento ci pensa proprio la normativa in merito alle cassette postali in condominio: on possono essere sistemate in ordine sparso lungo pianerottoli e corridoi. Le regole prevedono un unico casellario condominiale, raccolto in un punto facilmente accessibile anche per il portalettere.

Una scelta pratica, prima ancora che estetica. Concentrando tutte le cassette nello stesso spazio si evitano consegne confuse e posta lasciata in giro per il palazzo.

Caratteristiche tecniche

Le cassette non possono essere di qualsiasi tipo. La normativa di riferimento, che include lo standard UNI EN 13724, stabilisce requisiti minimi precisi. La feritoia deve avere dimensioni sufficienti a ricevere documenti in formato A4 senza piegarli. La profondità minima, in caso di installazione verticale, è di 100 mm.

Per le cassette postali condominiali la scelta dei materiali non è soltanto estetica. Alluminio e acciaio inox restano le soluzioni più utilizzate perché resistono meglio a pioggia, umidità e sbalzi di temperatura.

Ogni cassetta deve essere dotata di serratura funzionante e sistema antiprelievo, mentre il nome del destinatario deve risultare ben visibile. Attenzione anche alla privacy: aperture troppo ampie o fessure che permettono di vedere la corrispondenza all’interno non sono ammesse.

 

Chi decide l’installazione e chi paga

Qui le cose si complicano un po’. La struttura che contiene tutte le cassette, cioè il pannello o il casellario nel suo insieme, è considerata parte comune dell’edificio. Come tale, le decisioni che la riguardano spettano all’assemblea condominiale.

Per la prima installazione o per una sostituzione completa del casellario serve una delibera assembleare. La maggioranza richiesta è quella dei presenti che rappresentino almeno la metà dei millesimi. Se l’assemblea non si attiva, l’amministratore può intervenire autonomamente, trattandosi di un obbligo di legge.

Le spese per la struttura comune vengono suddivise in parti uguali tra i condomini, non secondo i millesimi. Tutti usufruiscono del servizio postale nella stessa misura, quindi ha senso una ripartizione paritaria.

Diverso il discorso per la singola cassetta: quella è di proprietà esclusiva del condomino a cui appartiene. Se si rompe la serratura o si danneggia lo sportello, la spesa tocca a lui, non al condominio.

Affitto: chi paga cosa tra proprietario e inquilino

Quando l’appartamento è in affitto, la distinzione da tenere a mente è quella tra spese ordinarie e straordinarie. Il proprietario si occupa delle spese straordinarie: installare un nuovo casellario, sostituire l’intera struttura comune, interventi di quel tipo. L’inquilino copre invece la manutenzione ordinaria della propria cassetta, come la sostituzione di una chiave o di una serratura usurata.

Il contratto di locazione può stabilire criteri diversi, ma è importante che qualsiasi accordo alternativo sia scritto in modo esplicito. Le ambiguità in questo campo generano quasi sempre discussioni difficili da risolvere.


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