Il Superbonus nei condomìni continua a lasciare dietro di sé una lunga scia di problemi aperti, cantieri mai davvero conclusi e situazioni economiche che, a distanza di anni dall’avvio degli interventi, stanno ancora creando tensioni tra imprese, amministratori e proprietari di casa. In molte città italiane ci sono edifici con ponteggi rimasti per mesi, lavori fermati improvvisamente oppure opere terminate solo in parte, mentre i condomini cercano di capire chi dovrà sostenere i costi rimasti scoperti.
I numeri che circolano nel settore confermano che il fenomeno è tutt’altro che marginale. Secondo le elaborazioni più recenti legate ai dati ENEA, esistono ancora migliaia di condomìni con interventi non completati, una situazione che riguarda soprattutto quei cantieri partiti nel periodo più intenso della maxi agevolazione fiscale, quando il mercato dell’edilizia aveva registrato una crescita rapidissima e spesso difficile da gestire.
Cantieri partiti in fretta e lavori rimasti a metà
Molte imprese, tra il 2021 e il 2023, si sono trovate a lavorare contemporaneamente su decine di interventi. In alcuni casi il sistema ha retto, in altri no. Il problema più frequente riguarda proprio i condomìni dove le opere sono state avviate senza che vi fosse una reale capacità organizzativa o finanziaria sufficiente per arrivare fino alla chiusura del cantiere.
Nel frattempo sono cambiate le regole, si sono ridotte le possibilità di cessione del credito e diversi operatori hanno incontrato difficoltà economiche pesanti. Alcune aziende hanno rallentato le attività, altre hanno sospeso i lavori, mentre altre ancora sono finite in procedure di crisi lasciando interi edifici in una situazione di stallo.
Per molti condomini il problema non è soltanto estetico o organizzativo. In diversi casi il timore riguarda la possibilità che parte delle detrazioni possa essere contestata oppure che i lavori effettuati non rispettino completamente i requisiti tecnici richiesti dalla normativa.
Il nodo delle asseverazioni e degli stati di avanzamento
Uno degli aspetti più delicati riguarda le asseverazioni tecniche e gli stati di avanzamento lavori. Durante gli anni del Superbonus molti interventi sono stati gestiti con tempistiche estremamente accelerate, anche per riuscire a rispettare le continue scadenze normative che si susseguivano.
Questo ha generato situazioni molto differenti tra loro. Ci sono condomìni che hanno completato correttamente l’intervento, altri che invece si sono fermati prima della fine, con opere parziali e documentazione ancora da definire.
In alcuni casi il problema nasce dal fatto che i lavori eseguiti non coincidono perfettamente con quanto indicato nelle pratiche tecniche oppure nelle comunicazioni fiscali trasmesse all’Agenzia delle Entrate. Quando emergono incongruenze, anche a distanza di tempo, il rischio è quello di aprire verifiche e contestazioni che possono coinvolgere diversi soggetti contemporaneamente.
Non va dimenticato che nei lavori condominiali entrano in gioco amministratori, imprese, direttori lavori, general contractor, tecnici asseveratori e professionisti fiscali, con responsabilità che spesso si intrecciano.
Superbonus nei condomìni, cresce la preoccupazione per i costi residui
Il punto più critico, oggi, riguarda però i soldi che mancano per chiudere gli interventi. Molti condomìni si trovano davanti a spese impreviste, soprattutto quando il meccanismo dello sconto in fattura non riesce più a coprire integralmente le opere residue.
In alcune realtà sono stati chiesti nuovi versamenti ai proprietari, mentre in altre si stanno aprendo contenziosi per capire chi debba sostenere i costi aggiuntivi o le opere rimaste incomplete. La situazione diventa ancora più delicata quando gli edifici presentano problemi di sicurezza, facciate non terminate o impianti ancora da ultimare.
Anche gli amministratori di condominio si trovano spesso in una posizione complessa, perché devono gestire assemblee molto tese e spiegare ai condòmini una situazione normativa e tecnica che, negli ultimi anni, è cambiata continuamente.
Il rischio di nuovi contenziosi nei condomìni
Il tema potrebbe presto spostarsi anche nelle aule dei tribunali. Le contestazioni riguardano già ritardi, varianti in corso d’opera, differenze tra lavori previsti e lavori effettivamente eseguiti, oltre alla questione dei pagamenti rimasti sospesi.
In molti edifici si sta cercando di chiudere le pratiche residue per evitare problemi futuri con il Fisco, ma non sempre è semplice recuperare documentazione, chiarire responsabilità o reperire le risorse necessarie per completare gli interventi.
La sensazione, nel settore condominiale, è che l’eredità del Superbonus continuerà ancora a lungo a produrre effetti concreti sulla gestione degli edifici, soprattutto nei casi in cui i lavori siano rimasti sospesi oppure non abbiano raggiunto gli obiettivi inizialmente previsti.












